Immaginate un luogo dove la strada è fatta d’acqua, dove il rumore del motore di una barca sostituisce quello delle auto e dove la vita intera si svolge danzando sulla superficie di una laguna: benvenuti alla Nueva Venecia colombiana! Questo villaggio unico al mondo è incastonato nel cuore della Ciénaga Grande de Santa Marta, ovvero nella laguna (o per meglio dire palude) più grande della Colombia: un ecosistema vitale che si estende per oltre 4.000 km² tra il maestoso fiume Magdalena, le vette innevate della Sierra Nevada de Santa Marta ed il Mar dei Caraibi. È qui, in questo scenario incredibilmente fertile, che sorge questa comunità straordinaria.

Ed è proprio qui che vi stiamo per portare…
Cos’è la Nueva Venecia
Quello che i colombiani chiamano affettuosamente Nueva Venecia (Nuova Venezia) è, in poche parole, un pittoresco agglomerato di case su palafitte. Detta così però sembrerebbe troppo riduttivo. Il villaggio, infatti, è un labirinto affascinante di case coloratissime dipinte di giallo, blu, verde e rosso, che sembrano galleggiare, ma sono in realtà saldamente ancorate su solide palafitte di legno conficcate nel fondale. L’effetto è un’immagine spettacolare in cui i colori delle abitazioni, e tutto ciò che le circonda, si specchiano nell’acqua sottostante. La comunità si è organizzata in modo ingegnoso, costruendo su palafitte non solo le case, ma anche la chiesa, la scuola e i pochi negozi, rendendo ogni aspetto della vita interamente acquatico ed ogni edificio una piccola isola galleggiante. Non ci sono strade né marciapiedi; i percorsi sono i canali ed il traffico è scandito dal rumore dei remi e dal motore delle barche. Ecco perché l’unico modo per raggiungere, e visitare, Nueva Venecia e dintorni è in barca: sarà bellissimo vedere emergere, in mezzo all’immensa laguna della Ciénaga Grande de Santa Marta, un vero e proprio quadro vivente.

Avevate mai visto niente del genere? Noi no!
La vita quotidiana è profondamente legata alla pesca, ovvero l’attività principale per le circa 3.000 persone che abitano il villaggio: i pescatori escono in piena notte con le loro reti in cerca del pescato del giorno, e all’alba raggiungono i mercati vicini alla terraferma per venderlo. La vita qui è caratterizzata da una forte solidarietà, evidenziata anche dall’esistenza dei “Taxi-Canoa“ gratuiti. Dato che tutti dipendono dalle imbarcazioni, e molte famiglie non ne possiedono una propria, è estremamente comune che le persone offrano passaggi spontanei e gratuiti a chiunque abbia bisogno di spostarsi. L’assetto urbano, infine, è davvero insolito. Non ci sono piazze né parchi, solo un ampio spiazzo costruito vicino alla chiesa e un piccolo campo da calcio in erba sintetica, donato da un famoso calciatore colombiano. Le case sono completamente indipendenti: non esistono ponti o passerelle a collegarle. Nueva Venecia è quindi un inno all’adattamento umano, un luogo dove l’ingegnosità si sposa con la semplicità della vita in laguna. E la sua storia non è da meno.

Il richiamo alle isole galleggianti degli Uros in Perù è immediato…

…anche se qui la “totora” intrecciata lascia il posto al legno: le case sono vere e proprie palafitte che sollevano la vita quotidiana appena sopra il filo dell’acqua.
Le origini della Nueva Venecia colombiana
Nueva Venecia non è affatto un luogo con una storia millenaria, ma le sue origini sono affascinanti. Tutto inizia nella seconda metà dell’Ottocento, quando i pescatori della zona iniziarono a costruire i primi rifugi che dovevano servire per affumicare ed essiccare il pesce appena pescato, prima di venderlo nella vicina Barranquilla. Inizialmente questo processo veniva fatto all’aperto, nella foresta di mangrovie lì vicino, ma gli uccelli ne approfittavano per cibarsi senza sforzo. Per proteggere il loro lavoro i pescatori ebbero quindi l’idea geniale di costruire delle capanne di servizio direttamente sulla laguna.

Oggi, l’uomo ed il volatile sono nuovamente uno accanto all’altro, tornati finalmente amici
Quelli che dovevano essere semplici e temporanei punti d’appoggio si sono col tempo trasformati da rifugi temporanei ad abitazioni e, pian piano, in vere e proprie case in cui vivere. Da quel momento la vita ha iniziato a svolgersi tutta sull’acqua: dall’acqua si trae sostentamento, da essa si ottengono cibo e materie prime. Il legno delle mangrovie, ad esempio, è essenziale per la creazione delle canoe e delle barche a motore (“peque-peque”), il mezzo di trasporto del popolo in questo villaggio privo di strade. Tutti, o quasi, hanno almeno una di queste imbarcazioni, ed i lunghi pali che utilizzano per muoversi sulla superficie dell’acqua creano un ulteriore punto in comune con i celebri gondolieri della laguna italiana. Un luogo che sembra essere uscito da una pagina dei romanzi di Gabriel García Márquez, dove il realismo magico permea ogni dettaglio della quotidianità. Da quel giorno di fine ‘800, entrare nel mondo di Nueva Venecia significa immergersi in una realtà unica e affascinante, dove l’acqua non è solo un elemento, ma la strada, la casa e la vita stessa. Peccato però che Nueva Venecia non sia sempre stata un luogo così “magico”…

Un luogo che incanta in ogni istante, capace di sorprendervi in ogni singolo momento passato sulle sue acque

Ma lasciate perdere Venezia, dato che la somiglianza è solo nel nome
I paramilitari ed i tempi difficili
Arrivando a Nueva Venecia oggi, si potrebbe avere l’illusione di incontrare un popolo povero ma sereno, custode di una felicità semplice. Tuttavia, dietro questa facciata idilliaca si nasconde una storia segnata da profonde ferite, provenienti sia dalla natura circostante che, in maniera più drammatica, dall’intervento umano. L’immagine di una vita scandita dai ritmi della natura, lontana dal caos della modernità, si è dovuta così scontrare con la cruda realtà di un Paese come la Colombia, da sempre frammentata e logorata dai conflitti interni.
Il culmine di ciò avvenne il 22 novembre 2000, giorno in cui questo angolo di paradiso si trasformò in un teatro di morte. Nel cuore della notte, circa 60 paramilitari del “Bloque Norte” invasero il villaggio, accusando, senza alcuna prova, gli abitanti di collaborare con i narcotrafficanti. Radunarono gli abitanti nella piazza antistante la chiesa e all’interno della struttura stessa, facendo in seguito partire una sanguinosa carneficina. I pochi superstiti furono costretti ad abbandonare il loro mondo costruito sull’acqua e la Nueva Venecia, completamente abbandonata dopo il massacro, rischiò di scomparire per sempre. Ma per chi è nato e cresciuto sull’acqua abituarsi alla vita sulla terraferma non è per niente facile e così, appena si è presentata l’occasione, i vecchi abitanti nel 2002 tornarono a dar vita alla loro città su palafitte. Stavolta costruendo anche una stazione di polizia, come simbolo concreto del desiderio di difendere la propria comunità da futuri e violenti attacchi. Lunga vita a Nueva Venecia!

Una foto d’archivio che riporta alla mente quel terribile giorno del 2000

Su un lato della chiesa una targa commemora le vittime della strage: il numero ufficiale riporta 37 nomi, ma chi c’era quel giorno racconta una verità diversa, fatta di numeri molto più alti.
Sopravvivere alle trasformazioni
Peccato però che la Nueva Venecia ed i suoi abitanti abbiano dovuto affrontare molti altri problemi, che spesso hanno cambiato il volto di questo luogo per sempre. Primo fra tutti, ad esempio, l’impatto della strada “Troncal del Caribe” che collegando Santa Marta a Barranquilla ha finito per modificare enormemente il paesaggio lagunare, bloccando il naturale ricambio d’acqua tra il mare e la palude. Questo ha spezzato il delicato equilibrio della natura, portando alla perdita in quantità importanti di pesci e mangrovie, ragione di vita per la comunità. A questo si aggiungono l’uso spregiudicato di pesticidi nelle terre vicine e un paradosso davvero incredibile: pur vivendo letteralmente sull’acqua, gli abitanti di Nueva Venecia non hanno tutt’oggi accesso all’acqua potabile e soffrono per la mancanza di servizi igienici e di un sistema fognario, con l’acqua dolce che deve essere trasportata da canali lontani e trattata con grande sforzo.
Nonostante la sua bellezza e la sua singolare posizione, la Nueva Venecia è dunque un luogo di profonda contraddizione, dove la magia del realismo di Márquez si scontra con la dura realtà di un ambiente costantemente in bilico. Minacciato dal progresso e dall’inquinamento e costretto a fronteggiare l’amara ironia di un’esistenza interamente basata su una risorsa che è al contempo la sua linfa vitale e la sua più grave minaccia. Preparatevi dunque a conoscere l’ennesima splendida realtà colombiana fatta di luce abbagliante e ombre profonde.

Nonostante tutto ciò, Nueva Venecia risplende di luce e colori
Quando visitare Nueva Venecia?
Per organizzare al meglio la spedizione in questo angolo di Colombia, il tempismo è tutto. Il periodo d’oro per visitare la Nueva Venecia coincide pressapoco con la stagione secca, che va da dicembre a marzo. In questi mesi il cielo terso, il sole costante e le temperature miti non solo regalano colori mozzafiato, ma rendono anche la navigazione nella Ciénaga Grande molto più piacevole e sicura. Se preferite evitare l’umidità opprimente e il rischio d’improvvisi acquazzoni tropicali che potrebbero ostacolare il tragitto in barca, questo è il momento ideale per innamorarvi di Nueva Venecia.
Tuttavia, per i viaggiatori più avventurosi che cercano un’esperienza con nessun altro intorno, anche i mesi di agosto e settembre hanno il loro fascino: la laguna si fa più selvaggia, la vegetazione esplode in un verde smeraldo e il villaggio assume un’aura ancora più sospesa. Ricordate però di mettere in conto qualche pioggia pomeridiana e di monitorare sempre il livello delle acque. Qualsiasi periodo scegliate, il nostro consiglio (che noi stessi non siamo riusciti a seguire) è di arrivare al villaggio la mattina presto: è in quel momento che la luce è magica e la vita quotidiana dei pescatori si svela in tutto il suo fascino.

Come raggiungere la Nueva Venecia
Nueva Venecia è uno di quei luoghi che sembrano sospesi tra il cielo e l’acqua, un piccolo mondo a parte, che ha deciso di fermarsi nel tempo. Nonostante la vicinanza alle grandi città e la sottile striscia di terra che la separa dal Mar dei Caraibi, la sua vera magia risiede nell’isolamento: qui il rumore dei motori e il caos urbano sono solo un ricordo sbiadito. Dimenticate strade, ponti o sentieri polverosi; per arrivare in questo cuore pulsante dei Caraibi colombiani, l’unica via possibile è l’acqua. Dovrete scivolare lentamente a fianco delle mangrovie a bordo di una barca, pronti a scoprire un labirinto di case colorate costruite su palafitte. Per vivere questa avventura avrete sostanzialmente due modi, a seconda che preferiate il brivido dell’imprevisto o la comodità di un programma già pronto. Voi per quale vi sentite più pronti?

A Nueva Venecia la vita non cammina, galleggia
In autonomia: per i veri spiriti all’avventura
Se amate il viaggio “lento” e volete immergervi senza filtri nella vita locale, raggiungere Nueva Venecia in autonomia è l’opzione che fa per voi, anche se richiede una buona dose di pazienza…e fortuna. Dovrete partire la mattina presto (idealmente tra le 6:00 e le 8:00) dal vivace “Mercado de la Ciénaga Grande”, un punto di snodo fondamentale che potete raggiungere facilmente dalle città vicine. Se vi trovate a Ciénaga il modo più autentico per arrivarci è saltare su un “mototaxi“, l’alternativa locale ed economica ai taxi, mentre da Barranquilla o Santa Marta vi basterà prendere uno dei tanti bus di linea per Ciénaga e da qui seguire il passo precedente fino ad arrivare al mercato di Tasajeras.

Percorrendo la lingua di terra che separa Ciénaga da Barranquilla, potrete anche”ammirare” le Saline della zona. Peccato però che siano tutte in queste condizioni…
Una volta arrivati vi ritroverete nel cuore pulsante del commercio locale. Molti abitanti di Nueva Venecia sono pescatori che, ogni mattina all’alba, raggiungono la terraferma per vendere il proprio bottino; la vostra missione sarà quella di scovare uno di loro e contrattare un passaggio sulla sua barca. Tenete a mente che, sebbene la cifra richiesta sia solitamente molto bassa (tra 15.000 e 30.000 COP a persona a tratta, ovvero 3,5€ e 7,00€) questa scelta comporta qualche sfida logistica. Innanzitutto, non avrete mai la certezza matematica di trovare un passaggio immediato e, anche riuscendoci, la barca non salperà finché non sarà stato raggiunto il numero di passeggeri ritenuto congruo dal pescatore. Inoltre, una volta arrivati al villaggio, vi ritrovereste senza un mezzo proprio per spostarvi tra le “vie” d’acqua, dovendo fare affidamento su ulteriori e fortuiti passaggi locali per ogni minimo spostamento. Inoltre, un aspetto fondamentale da non sottovalutare è il viaggio di ritorno, che va assolutamente concordato prima della partenza con il barcaiolo. Altrimenti rischierete di dover dormire in uno dei pochi alloggi della zona, senza contare la levataccia del giorno dopo; i pescatori ripartono verso la terraferma nel cuore della notte, solitamente tra le 3:00 e le 4:00 del mattino, per essere al mercato di Tasajeras all’alba. Noi non ce la siamo sentita di rischiare, e abbiamo così optato per la seconda scelta…

Nonostante non fossimo lì per salire su una barca, abbiamo deciso di esplorare il mercato locale. È un concentrato di puro folklore caraibico, ma richiede decisamente uno stomaco forte.
Con un tour: zero stress, massimo risultato
Per chi invece preferisce ottimizzare i tempi e godersi il panorama in totale relax, affidarsi a un tour organizzato è senza dubbio la scelta più sensata. È l’opzione che abbiamo preferito anche noi, proprio per non dover “impazzire” con gli incastri dei trasporti e per avere la certezza di vedere i punti più iconici della laguna. Una delle soluzioni più flessibili è quella di raggiungere il porto del “Gimnasio Náutico Costa Lara” nel quartiere di Pueblo Viejo: raggiungetelo in mototaxi e troverete quasi sempre diverse imbarcazioni pronte a partire. Anche se i tour condivisi tendono a muoversi principalmente in mattinata, c’è quasi sempre qualcuno disposto ad accompagnarvi con una barca a qualsiasi ora, permettendovi di risparmiare qualcosa rispetto ai pacchetti tutto incluso. Noi ci siamo presentati qui alle 14:00, e siamo riusciti ugualmente a prendere parte ad un tour privato. È certamente più costoso di quello in autonomia, ma avrete la certezza di innamorarvi della Ciénaga Grande.

Sullo sfondo la maestosità della Ciénaga Grande, in primo piano il molo del “Gimnasio Náutico Costa Lara” con la barca pronta a salpare

Tuttavia la cosa più particolare del “Gimnasio Náutico Costa Lara” è la presenza di un fenicottero “addomesticato”, così mansueto che avremmo potuto allungare una mano e accarezzarlo
Se però volete non pensare proprio a niente, esistono anche tour completi che si occupano di tutto, dal prelievo in hotel a Santa Marta o Barranquilla fino al pranzo tipico servito sulle palafitte. Questi pacchetti si possono prenotare comodamente online sui principali siti di settore o direttamente nelle agenzie locali una volta arrivati sul posto. Scegliendo quindi una di queste due modalità, avrete il vantaggio di una guida che vi racconterà i segreti e la storia di questa comunità, permettendovi di vivere ricordi incredibili senza preoccuparvi di come e quando tornare all’alloggio.
Come si svolge il tour alla scoperta di Nueva Venecia
Il viaggio verso Nueva Venecia varia a seconda del punto di partenza (con differenze radicali se si sceglie di muoversi da Barranquilla o da Ciénaga), ma basandoci sulla nostra esperienza da Pueblo Viejo, vi racconteremo i dettagli solo di questa rotta specifica. Sono le 14:00 e ci troviamo al “Gimnasio Náutico Costa Lara” (ma se arrivate di mattina è sicuramente meglio) da dove, dopo una breve attesa per il rientro della barca precedente, partiamo all’avventura attraversando le acque torbide ma brulicanti di vita della palude. Qui la navigazione si snoda tra intricate isole di mangrovie, habitat perfetto per una moltitudine di uccelli. Dopo circa un’ora e mezza di navigazione piuttosto spedita, l’orizzonte cambia improvvisamente profilo ed iniziano a scorgersi le prime palafitte: da lontano, Nueva Venecia appare come un puzzle coloratissimo i cui pezzi sembrano sparpagliati con cura su un enorme tavolo d’acqua. Un giro completo tra le “vie” acquatiche del villaggio conduce poi alla piazza principale, dove è possibile scendere e camminare sui pochi tratti e ponti pedonali della zona. Un’occasione unica per osservare da vicino la quotidianità di chi chiama “casa” questo luogo tanto particolare quanto affascinante.

Nell’attesa che la barca arrivasse, ci siamo goduti un momento di puro relax

Nueva Venecia stiamo arrivando!

Un viaggio che vi lascerà molto più di quanto immaginiate
Tornando a bordo della “lancha”, il viaggio riserva una sorpresa inaspettata. Oltre alla celebre Nueva Venecia, l’escursione permette infatti di scoprire la vicina Buenavista, un villaggio palafittico decisamente più piccolo e meno battuto dal turismo che lo rende, se possibile, ancora più autentico e surreale. Nonostante le dimensioni ridotte, le case galleggianti e i colori sgargianti non mancano affatto, regalando un colpo d’occhio straordinario. Per questo motivo vi consigliamo di verificare sempre che il vostro itinerario, sia esso in totale autonomia o con un tour organizzato, includa una sosta a Buenavista, per esplorare anche voi questo piccolo, prezioso gioiello della Ciénaga Grande. Questa volta abbiamo però poco tempo fuori dalla barca, anche perché a Buenavista gli spazi pedonali sono quasi inesistenti. Ma le piacevoli sorprese non sono finite…

Il tour a questo punto si avvia verso la conclusione, ma non prima di un’ultima sosta. Veniamo portati sotto il ponte di Pueblo Viejo dal quale, con il cuore pieno di immagini di vita quotidiana, non ci resta che rientrare al nostro punto di partenza. Sono passate più di 4 ore dall’inizio del tour, e siamo già pronti a cercare un altro angolo altrettanto magico dove salutare la giornata.

Il ponte di Pueblo Viejo è più vivo che mai
Quanto costa raggiungere Nueva Venecia?
Parliamo ora di budget, perché capire come orientarsi tra le diverse tariffe è fondamentale per organizzare il viaggio senza sorprese. Se decidete di affidarvi ai pescatori locali presso il mercato di Tasajeras, il costo per un semplice passaggio si aggira tra i 15.000 e i 30.000 COP a persona a tratta (circa 3,50€-7,00€); tenete presente, però, che si tratta di un trasporto puro e semplice, utilizzato dai residenti per muovere merci e provviste, e non include nient’altro.
Per un’esperienza più strutturata le cifre cambiano, ma includono solitamente un giro di circa 4 ore tra i canali della Ciénaga Grande, una sosta esplorativa a Nueva Venecia e alla vicina Buenavista e, sulla via del ritorno, una suggestiva sosta sotto il ponte di Pueblo Viejo. Noi siamo riusciti a contrattare sul posto una “lancha” privata al costo di 500.000 COP per due persone (circa 115€, meno di 60€ per persona), una cifra che garantisce un’intimità e una gestione dei tempi impagabile. Per chi preferisce soluzioni diverse, i tour condivisi partono solitamente dai 220.000 ai 280.000 COP a persona (circa 50-65€), mentre i pacchetti “tutto incluso” che partono dalle grandi città limitrofe possono sfiorare i 150€ a testa. In questi ultimi due casi c’è spesso anche un pranzo tipico da gustare ai villaggi su palafitte. È interessante notare come la differenza di prezzo rispetto al “fai da te” non sia affatto abissale, soprattutto considerando i rischi logistici della scelta più economica e i tanti contenuti in più offerti dai tour.

In ogni caso, assicuratevi di avere abbastanza contanti con voi
In definitiva, la decisione dipende esclusivamente dal tipo di avventura che cercate. Se avete molto tempo a disposizione e un forte spirito d’adattamento, potete tentare la via dell’autonomia. Se invece viaggiate in coppia o in un piccolo gruppo, la barca privata resta a nostro avviso la scelta migliore per flessibilità. Il tour in condivisione è l’ideale per chi viaggia in solitaria o per chi vuole contenere un minimo i costi, mentre i tour completi con partenza da Santa Marta o Barranquilla sono la soluzione perfetta per chi non vuole rinunciare a questo gioiello pur soggiornando a diversi chilometri di distanza. Noi, fossimo in voi, un posto del genere non ce lo perderemmo per niente al mondo.

Per vivere appieno Nueva Venecia la scelta ideale è alloggiare a Ciénaga. Pur non essendo una bellezza da cartolina, per un giorno sa essere davvero piacevole.
Cosa vedere a Nueva Venecia…
Arrivare a Nueva Venecia non è semplicemente visitare un luogo, ma scivolare dentro uno stile di vita quasi inimmaginabile per i nostri standard. La prima cosa che vi colpirà non sarà quindi un singolo monumento, ma l’architettura stessa della sopravvivenza: un labirinto di case dai colori sgargianti (rosa intenso, turchese, verde smeraldo, giallo elettrico, ecc…) che poggiano su esili gambe di legno conficcate nel fondale fangoso. Insomma, osservare la quotidianità locale è il regalo più prezioso che questo villaggio possa farvi. Vedrete bambini remare con una naturalezza incredibile, donne stendere i panni o pulire il pesce sulla soglia di casa e vicini chiacchierare spostandosi da una palafitta all’altra a bordo di normali barche a remi o delle “peque-peque“, le caratteristiche imbarcazioni a motore amazzoniche che ritmano il silenzio della laguna.

Nonostante sia l’imbarcazione iconica, questa è una delle rare peque-peque incontrate

La maggior parte degli abitanti può permettersi soltanto una semplice canoa a remi
Ma una volta giunti fin qua, perché non “scendere a terra“? L’itinerario a piedi di Nueva Venecia inizia dalla piazza principale, il fulcro della vita sociale, che però non ha nulla a che vedere con quelle a cui siamo abituati. Si tratta di una delle poche zone di terra ferma (creata artificialmente con il riporto di sedimenti), dove sorge la “Iglesia de Nueva Venecia”. Dipinta con colori vivaci, la chiesa è oggi il simbolo della resilienza di questa comunità: proprio qui, infatti, avvenne il tragico massacro del 2000. Basta poi fare pochi passi per ritrovarsi davanti uno dei campi da calcio più insoliti al mondo, il “Nueva Venecia Futbol Estadion” (in manutenzione durante la nostra visita), una struttura sospesa sull’acqua dove i ragazzi del posto rincorrono il pallone tra i riflessi della laguna.

L’impatto con questa realtà sospesa sull’acqua è stata per noi semplicemente spiazzante
Percorrendo i due pontili che si diramano dai lati opposti della piazza, potrete raggiungere gli altri tasselli di questo micromondo: il negozio di alimentari, la stazione di polizia, una delle numerose sale da biliardo, alcune case e, udite udite, una scuola galleggiante. Mentre il resto del villaggio (alloggi turistici, negozi, bar, parrucchieri, ecc…) resta accessibile solo con la barca. Ma l’incontro più prezioso resta comunque quello con la gente del posto: chiunque incroci il vostro cammino vi regalerà un sorriso o uno sguardo carico di curiosità e stupore. Vi sentirete osservati come se foste voi gli “strani” e, in fondo, tutti i torti forse non ce l’hanno. È proprio in questi sguardi che si percepisce la forza silenziosa di un popolo che, nonostante le ferite del passato, sceglie di accogliere il turista con un calore inaspettato.

Qui lo “sport nazionale” è il biliardo. Forse perché è l’unico dove non si rischia di perdere la palla in acqua.

Nueva Venecia visitata a piedi è pura poesia

Da queste parti gli studenti non prendono lo scuolabus, ma la barca-scuola
…e nel villaggio di Buenavista
Ma come vi abbiamo già accennato, il nostro consiglio è quello di non fermarvi solo a Nueva Venecia. Fatevi accompagnare fino a Buenavista, il villaggio “fratello minore”. Qui l’isolamento si fa ancora più vero e il turismo sembra un concetto lontano: troverete un luogo fatto di case dai colori accesi, murales vibranti e persone che vi accoglieranno con una gioia genuina, felici di incrociare volti nuovi. Una volta attraccati sarà nuovamente tempo di esplorare l’unica strada pedonale del villaggio. È una strana sensazione camminare in equilibrio sulla laguna, ma è proprio tra queste strette passerelle di legno che potrete vedere un qualcosa di unico, ossia la vita scolastica di queste zone.

Un’altra unicità del luogo? Non stupitevi di vedere cani, gatti e maiali riposare indisturbati tra le palafitte o sguazzare tranquillamente nell’acqua.

Inoltre a Buenavista la curiosità degli abitanti si fa ancora più intensa…

…e la natura (in questo caso i giacinti d’acqua) si fa ancora più presente
Percorrendo i pontili a piedi raggiungerete facilmente la “Institucion Educativa Departamental San José” (succursale di quella di Nueva Venecia), dove arriverete giusto appunto per osservare la routine scolastica diventare pura poesia. A seconda dell’orario,vedrete gli studenti dirigersi a lezione o rincasare remando con una disinvoltura sorprendente, oppure potrete fotografare numerose canoe intorno all’edificio che aspettano i loro padroni oppure, se sarete fortunati, dalle finestre colorate vedrete spuntare una marea di mani che vi saluteranno e sorrisi carichi di curiosità. Quei ragazzi sono per noi l’essenza stessa dell’avventura mentre per loro, in quel momento, l’avventura siamo noi, giunti da chissà quale lontano e sconosciuto orizzonte.

Questa è una delle poche scuole al mondo dove la scusa “Mi sono caduti i compiti in acqua” è credibile
Un degno finale
Il modo migliore per salutare questo micromondo? Sedersi in uno dei piccoli ristoranti locali e ordinare una “mojarra frita con patacones” (= pesce persico fritto con platano schiacciato fritto), il sapore autentico della laguna. Il nostro orario di arrivo non ce lo ha permesso, ma venendo qua la mattina potreste gustarvi questo piatto, mentre vi lasciate cullare dal dondolio dell’acqua e dal calore dei sorrisi della gente; è lì che scoprirete l’ultima, splendida, storia di questo pueblo sospeso tra cielo e mare. Adesso, purtroppo, è davvero giunto il momento di tornare alla realtà.
Tra una virata e l’altra della barca, tenete sempre la fotocamera a portata di mano: la Ciénaga Grande è un paradiso di biodiversità e non è raro incrociare lo sguardo di numerosi volatili. Se poi il vostro “autista” è d’accordo, fatevi portare sotto il ponte di Pueblo Viejo, un punto dove la vita esplode in ogni angolo: decine di pescatori sono impegnati a tirare sù le reti, mentre gruppi di ragazzi si tuffano in acqua e una moltitudine di pellicani, aironi e cormorani osserva la scena, godendosi il riposo ovunque capiti. È un quadro di quotidianità vibrante che ci lascia un pizzico di amarezza: mancano ancora diverse ore al calare del sole, altrimenti questo sarebbe stato il palcoscenico perfetto per ammirare il tramonto. Anche se, a dirla tutta, i colori del cielo difficilmente riusciranno mai a eguagliare quelli nati dalla fantasia e dalla forza degli abitanti della laguna.

In fondo siete stati immersi in un “Santuario di Flora e Fauna” per tutto il tempo. Giusto, Sig. Airone?

Sotto il ponte di Pueblo Viejo troverete i pescatori al lavoro…

…mentre gli uccelli, a pochi metri, si godono un beato riposo

Una volta tornati a terra, concedetevi un giro per Ciénaga: perdetevi fra i suoi palazzi nobiliari, lasciatevi incantare dalla leggenda del “Caimán Cienaguero” e aspettate che il cielo si accenda in uno dei suoi celebri tramonti mozzafiato.

E nemmeno a Ciénaga mancheranno i colori
Quanti bei colori!
Diciamoci la verità: a un primo sguardo la Ciénaga Grande de Santa Marta, e soprattutto la città di Ciénaga stessa, potrebbero non sembrarvi un granché. Anzi, potrebbero sembrarvi piuttosto antiestetiche: un’immensa distesa di acqua salmastra, a tratti immobile, che separa la terraferma dal mare, e una città con una storia secolare ma che ad oggi non tutti riescono a interpretare. Ma non lasciatevi ingannare dalle apparenze o da chi, troppo di corsa, vi dirà che qui non c’è niente da vedere. L’area di Ciénaga è come certi libri dalla copertina rovinata: bisogna avere il coraggio di aprirli per trovarci dentro la magia. È proprio nel cuore di questo ecosistema apparentemente ostile che si nascondono Nueva Venecia e Buenavista, due villaggi così particolari che non vorrete assolutamente perdervi nel vostro viaggio in Colombia. Qui la gioia non è un accessorio, ma una forma di resistenza; ogni palafitta dipinta sprizza vita da ogni poro, raccontando la storia di un popolo che ha trasformato la palude nel proprio giardino.

Tra il riflesso dell’acqua e il legno colorato delle case, il “Realismo Magico” smette di essere letteratura e diventa realtà




