BOMARZO, visita al Parco dei Mostri e alla Piramide Etrusca

Siamo certi che il nome Bomarzo non vi è nuovo. Il piccolo borgo della Tuscia Viterbese è oramai famoso in tutta Italia e in gran parte del Mondo grazie alle bellezze del suo centro storico, ma ancor di più per il suo Sacro Bosco, conosciuto dai più come il Parco dei Mostri“. È stata proprio la presenza di questo giardino, ricco di statue ed opere architettoniche dalle forme particolari, a spingerci ad inserire Bomarzo nelle tappe del nostro Viaggio verso Sud. Ma più ci avvicinavamo alla méta e più capivamo che fare tappa al solo Parco dei Mostri sarebbe stato un errore imperdonabile…

Vista di Bomarzo e del bosco dalle sue mura

Bomarzo, il Parco dei Mostri ed il bosco saranno pronti a stupirvi

Abbiamo infatti scoperto che Bomarzo, oltre al borgo medievale ben conservato e al Sacro Bosco, nasconde tanti luoghi da esplorare e misteri da svelare, specialmente per chi ama avventurarsi nel verde. Nascoste dalla fitta vegetazione dei suoi boschi, ma raggiungibili attraverso facili percorsi, troverete uno dopo l’altro la “Piramide Etrusca”, la Necropoli di Santa Cecilia, i resti di un antico mulino con tanto di cascata e la Torre di Chia (che un tempo fu dimora di Pasolini). Poche righe per farvi capire che Bomarzo va vissuta fino in fondo. Preparatevi dunque, che ci aspetta un giorno ricco di esplorazioni e scoperte!

La fitta vegetazione del bosco di Bomarzo

L’importante è non avere paura di perdersi

Il Parco dei Mostri di Bomarzo

Di posti da visitare nei dintorni di Bomarzo ce ne sono parecchi ma il nostro consiglio è quello di iniziare la vostra visita proprio dal Sacro Bosco, emblema del borgo viterbese e della regione che lo ospita. Ve lo diciamo subito: questo parco è un’esperienza da vivere assolutamente! Essendo il fiore all’occhiello della zona ogni giorno viene visitato da centinaia di turisti che possono rendere la visita un po’ meno piacevole, per questo vi suggeriamo di venire qua subito dopo l’apertura, per calarvi pian piano nell’atmosfera da favola che sprigiona, senza tante altre persone intorno. Non ve ne pentirete.

Gli occhi e la bocca dell'Orco del Parco dei Mostri di Bomarzo visti da dentro

Prima della nostra visita sapevamo quale fosse l’orario migliore, ma non conoscevamo affatto la storia del Parco dei Mostri. Ci immaginavamo che fosse stato realizzato in tempi recenti, al solo scopo di valorizzare il territorio. Immaginatevi dunque il nostro stupore nello scoprire che nel 1547 era già possibile ammirarlo in tutta la sua straordinaria bellezza. Non per niente il Sacro Bosco si è guadagnato il titolo di “Più antico parco di sculture del mondo moderno” e la sua lunga storia lo ha reso ancora più suggestivo ai nostri occhi. E siamo sicuri che sarà lo stesso anche per voi.

La storia del Parco dei Mostri

Forse non siamo gli unici che non conoscevano la storia del parco e perciò è meglio se facciamo un enorme passo indietro, fino al XVI secolo. Siamo nel Cinquecento ed il Principe visionario Pier Francesco Vicino Orsini commissiona all’architetto Pirro Ligorio un lavoro non da poco: andare nel “boschetto” (così chiamato da Orsini) e fare scolpire le rocce di basalto, che già si trovavano sul posto, con forme e sembianze che richiamassero tradizioni e culture molto distanti fra loro. Nessuno sapeva cosa stesse succedendo all’interno del parco fino al 1547, data dell’apertura al pubblico. Le persone che ebbero la fortuna di visitarlo rimasero esterrefatte, anche se molti non ne apprezzarono (o non capirono) lo stile eclettico. Il Parco dei Mostri quindi piacque, ma non così tanto, e alla morte del Principe (nel 1585) fu abbandonato al suo destino. Restando così per ben 400 anni.

Chiunque visiti il parco oggigiorno deve ringraziare di cuore Giancarlo e Tina Severi Bettini, che nella seconda metà del Novecento si fecero carico del restauro ed aprirono nuovamente le porte del parco ai visitatori. Al successo mondiale contribuirono anche le visite di alcune personalità di spicco dell’epoca, che attirarono ancor di più l’attenzione. Di chi stiamo parlando? Ve ne diciamo due dei tanti: Goethe e Dalì (di quest’ultimo esiste un video). Ad oggi, nel 2021, il parco è più bello e vivo che mai.

"Le tentazioni di Sant'Antonio", il famoso quadro di Salvador Dalì che sembra aver preso ispirazione dal Parco dei Mostri di Bomarzo

Il pittore surrealista rimase talmente colpito dalla visita al parco che vi trovò ispirazione per una delle sue opere più famose: il visionario “Le Tentazioni di Sant’Antonio”.

L'Elefante del Parco dei Mostri di Bomarzo, la scultura da cui si crede che Salvador Dalì abbia preso ispirazione

E guardando bene la scultura de “L’Elefante” all’interno del Parco dei Mostri (con una torre sulle spalle) si capisce da cosa Dalì trasse ispirazione

L’unicità del Parco dei Mostri

Che il Parco dei Mostri sia unico nel suo genere non siamo i soli a dirlo. Con noi ci sono studiosi, artisti e ricercatori di fama internazionale. Ogni opera all’interno del Sacro Bosco nasconde dettagli ricchi di significato ed ammirandole si viene catapultati in mondi molto distanti tra loro: ci sono statue legate all’antica Grecia, all’Impero Romano, agli egizi e al mondo animale, così come rappresentazioni di creature fantastiche, quali draghi ed orchi appartenenti al mondo delle favole e delle leggende. Opere tanto diverse quanto armoniosamente unite.

Sfinge con frase, scultura del Parco dei Mostri di Bomarzo in Lazio

«Tu che entri qui rifletti attentamente e poi dimmi se tutte queste meraviglie siano fatte per sbalordire oppure per arte»

Difficile capire cosa tutto ciò volesse dire, così difficile che da anni si stanno dedicando allo studio dei possibili rimandi letterari per scovare significati nascosti ed avere un disegno chiaro, così come dovette pensarlo Orsini. Ma, come per la Rocchetta Mattei ed il Castello di Sammezzano, la forma d’arte usata è così enigmatica che darne un’interpretazione univoca e decisiva sembra un’opera più che impossibile. Proprio questo alone di mistero, la possibilità di molteplici interpretazioni e la bellezza delle statue rendono il Sacro Bosco così speciale. O per meglio dire, unico!

Colonne e archi della Stanza della Cappella all'interno della Rocchetta Mattei

La Stanza della Cappella dentro la Rocchetta Mattei è tanto misteriosa quanto surreale

Visita al Parco dei Mostri di Bomarzo

A questo punto dell’articolo la vostra voglia di visitare il parco dovrebbe essere alle stelle. Noi, purtroppo, non possiamo portarvi fin li, ma possiamo farvelo “vedere” con i nostri occhi. Senza troppi “spoilers”. Se siete pronti noi diremmo di andare. Lasciate l’auto nell’enorme parcheggio davanti l’entrata, varcate la porta della biglietteria e preparatevi a sognare ad occhi aperti.

Mappa con percorso e nomi delle sculture del Parco dei Mostri (Sacro Bosco) di Bomarzo

La mappa del Parco dei Mostri è qui! – Clicca sull’immagine per scaricarla –

Prima però c’è da mettere mani al portafogli. Pagato il biglietto d’ingresso non proprio economico (11€), vi spiegheranno più o meno come funziona dentro il “boschetto” ed in più vi forniranno una mappa (simile alla nostra qua sopra). Quest’ultima è utile più che altro per conoscere i nomi delle sculture, poiché il percorso all’interno del parco è comunque semplicissimo da seguire grazie a indicazioni e cartelli presenti sul posto. Avrete ben 38 attrazioni da ammirare, una più bella e particolare dell’altra. Cercate quindi di non perdervene nemmeno una, restando sempre a debita distanza.

N.B.: Non lo troverete scritto sul sito ufficiale, ma dentro il Parco dei Mostri NON è permesso l’ingresso ai cani. Potrete lasciarli in appositi (minuscoli) box vicino la cassa, ma noi vi consigliamo di lasciarli direttamente a casa. Questo è l’unico, enorme, difetto del parco.

Le attrazioni principali del Sacro Bosco

L’uscita della biglietteria è separata dall’ingresso vero e proprio da una lunga strada immersa nel verde e riparata da alti alberi. È proprio su questa che si trova la prima sosta che vi consigliamo di fare: il bagno. Non ve lo stiamo dicendo perché è meglio alleggerirsi prima di ammirare il parco, ma perché oltre ai normali WC all’interno troverete una mostra fotografica. Nei corridoi che conducono alle toilette potrete infatti ammirare delle stampe di storiche foto del Parco dei Mostri, immagini che meritano di essere ammirate e che avrebbero sicuramente potuto trovare una migliore collocazione.

Il percorso tra la biglietteria e l'ingresso vero e proprio del Parco dei Mostri di Bomarzo

Il cielo è grigio ed il Sole sembra nemmeno esserci. Una giornata terribile direte voi. Una giornata perfetta per il Parco dei Mostri diremo noi.

Foto storica in bianco e nero dell'Elefante, del Drago e dell'Orco nel Parco dei Mostri (Sacro Bosco) di Bomarzo alla mostra fotografica nei bagni

Siamo nel 1950 ed il Parco dei Mostri era molto diverso da come lo possiamo vedere oggi

Ora possiamo entrare nel vivo del Sacro Bosco. Superato l’arco merlato che sancisce l’ingresso al parco vi troverete di fronte ad alcune sculture con scritte tanto poetiche quanto enigmatiche. Questa cosa la ritroverete spesso all’interno. Viste le prime opere non proseguite sulla destra ma prendete il percorso senza sfondo a sinistra. Solo così potrete sbalordirvi davanti a “Proteo (o Glauco)” (che non ha niente da invidiare al più celebre Orco) e alla piccola cascata sullo sfondo, unica attrazione naturale del luogo. Riprendetevi velocemente dalla meraviglia e tornare sui vostri passi, poiché ancora non avete visto niente

L'arco merlato, la porta d'ingresso al Parco dei Mostri (Sacro Bosco) di Bomarzo

Entrate pure, non abbiate paura…

La scultura di "Proteo (o Glauco)" all'interno del Parco dei Mostri (Sacro Bosco) di Bomarzo

Con “Proteo (o Glauco)” capirete subito che quelli non sono mostri ma bensì incredibili opere d’arte

Da adesso in poi seguite semplicemente la segnaletica e stupitevi, ad ogni passo, dinnanzi alle creazioni di basalto che sembrano prendere vita. Non vogliamo svelarvi tutto quello che andrete a vedere, ma è difficile non parlarvi della spettacolarità dell’epica battaglia tra “Ercole e Caco” o dei dettagli incredibili de “La Tartaruga” che porta sul suo guscio la mitologica Nike (non la scarpa ma la Dea greca della vittoria). Così come è impossibile non menzionare l’architettura surrealista de “La casa pendente” o la maestosità del Dio dei mari, “Nettuno“, che spicca dietro ad un enorme “Piazzale dei vasi“. E queste sono solo un decimo delle “meraviglie” (così vengono chiamate le sculture) che riusciranno piano piano a farsi spazio nel vostro cuore.

"Ercole e Craco", la scultura più alta del Parco dei Mostri (Sacro Bosco) di Bomarzo

Ercole che squarta Craco è la scultura più alta dell’intero parco. E a nostro dire una delle più belle.

"La Tartaruga" con sopra la Dea Nike, una delle 38 sculture del Parco dei Mostri (Sacro Bosco) di Bomarzo

“La Tartaruga” insieme alla Dea Nike ha un senso molto potente: simboleggia l’unione tra la terra e il cielo

"La Casa Pendente", l'edificio tutto storto dentro il Parco dei Mostri (Sacro Bosco) di Bomarzo

Se “La Casa Pendente” vi crea disorientamento da fuori, provate ad entrarci per vivere un’esperienza irreale

L’Orco, la statua più famosa del parco

L’abbiamo lasciata appositamente da parte, poiché la sua fama la precede. Stiamo parlando della statua dell'”Orco“, la più celebre e fotografata dell’intero parco. Provate a cercare “Parco dei Mostri” sulle immagini di internet e guardate cosa vi esce. Ecco, quello che è presente 9 volte su 10 è proprio lui. Gli occhi sbarrati e la bocca spalancata in un grido spaventoso sono i suoi segni inequivocabili. Un tempo doveva terrorizzare i visitatori e soprattutto i bambini (di cui si dice l’orco si cibi), oggi invece nella sua bocca si entra per toccare i suoi due dentoni e fare lo scatto perfetto. Anche noi non abbiamo resistito alla tentazione di scattarci un selfie insieme.

Particolare della scritta "Ogni pensiero vola" sulla bocca delll"Orco", la scultura più famosa e fotografata del Parco dei Mostri di Bomarzo

La ferocia de “L’Orco” e la sua frase “Ogni Pensiero Vola”. Anche se è stato scoperto che la frase originale (oramai scomparsa) fosse “Lasciate ogni pensiero voi ch’intrate”.

Selfie con l"Orco", la scultura più famosa e fotografata del Parco dei Mostri (Sacro Bosco) di Bomarzo

Dai, tutti insieme, dite “CHEEEEESE”!

Ci teniamo però ad essere sinceri: l'”Orco” è senza dubbio il simbolo del parco ma noi abbiamo apprezzato molto di più altre statue delle quali ignoravamo l’esistenza, tra cui quelle che vi abbiamo elencato poco fa. Insomma, ogni angolo del parco nasconde sorprese ed è pronto a suscitare stupore, elemento indispensabile per apprezzare a fondo l’essenza del luogo. Questo ci spinge pertanto a non entrare nei dettagli di ciò che andrete ad esplorare con i vostri occhi. Vi diciamo soltanto un’ultima cosa…

Particolare ravvicinato de "Il Drago", una delle più belle sculture del Parco dei Mostri di Bomarzo

“Il Drago” alato, una delle nostre preferite, è in realtà una viverna. Resta comunque una delle statue con più significati nascosti di tutto il parco.

Il tempio

Siete quasi giunti al termine di questo incredibile viaggio, ma proprio la penultima meraviglia è pronta a sorprendervi ancora. Situato in un esteso giardino, distante dal resto delle attrazioni, si trova “Il tempio“, un altro particolare edificio che il Principe Vicino fece costruire soltanto 20 anni dopo l’inaugurazione del Sacro Bosco in onore della sua seconda moglie Giulia Farnese (a cui, a dirla tutta, è dedicato tutto il parco). Guardatela da lontano, così da vedere l’architettura classica (nella facciata) e quella rinascimentale (nella cupola), e poi avvicinatevi fino a sbirciare tra le sbarre del cancello chiuso. La struttura interna non è niente di che, ma la cosa speciale sono le due lapidi commemorative poste sulle pareti. Tina Severi Bettini e Giancarlo Bettini, coloro che hanno reso possibile questa nostra indimenticabile esperienza.

Vista della facciata e della cupola de "Il Tempio" del Parco dei Mostri (Sacro Bosco) di Bomarzo

Un po’ greca e un po’ Rinascimentale, l’architettura de “Il Tempio” saprà sicuramente attrarre la vostra attenzione

Facciata e colonnato della cupola de "Il Tempio" del Parco dei Mostri (Sacro Bosco) di Bomarzo

Lapidi commemorative alla famiglia Bettini all'interno de "Il Tempio" del Parco dei Mostri (Sacro Bosco) di Bomarzo

Pensate che Tina è venuta a mancare anche a causa di una brutta contusione procuratasi durante i lavori di restauro del Parco dei Mostri

Informazioni utili per la visita al Parco dei Mostri

Già lo sappiamo che non vedete l’ora di visitare (o anche rivisitare) il parco dopo questo articolo. Per questo vi riportiamo anche alcune informazioni per aiutarvi ad organizzare al meglio la vostra visita al Sacro Bosco ed ottimizzare i tempi di permanenza presso di esso.

Come raggiungere il Sacro Bosco

Il miglior modo per raggiungere il Parco dei Mostri è quello di utilizzare un mezzo proprio ed usufruire dell’ampio parcheggio gratuito che si trova vicino all’ingresso. Esiste anche la possibilità di raggiungere il centro di Bomarzo in bus e da lì camminare fino al parco (2 km circa), ma le corse non sono molto frequenti e questa soluzione richiede un pizzico in più di organizzazione. La Cotral effettua corse da Orte (dal lunedì al sabato 05:55, 06:45, 08:05,10:50, 16:15; nessuna corsa la domenica) e da Viterbo (dal lunedì al sabato alle 09:20, 11:30, 13:10, 13:50; sempre nessuna la domenica), due città facilmente raggiungibili in treno o bus. Potete verificare tutti gli orari dei bus Cotral qui. Infine, un’opzione non certo economica, ma da prendere in considerazione se vi trovate a Roma e non avete un mezzo proprio, è quella di prendere parte ad un tour organizzato. Esistono infatti tour giornalieri che dalla capitale vi condurranno a Bomarzo, includendo una guida privata e un pomeriggio di visita alla vicina Viterbo, con prezzi però non dei più vantaggiosi (circa 130€ a persona).

La vista della città dal Palazzo dei Priori di Viterbo

Comunque, se avete tempo a disposizione, una capatina a Viterbo fossimo in voi la faremmo

Quanto costa il biglietto per il Parco dei Mostri? Quali sono gli orari?

L’ingresso al parco ha un costo di 11€ a persona, 8€ per i bambini dai 4 ai 13 anni ed è gratuito per quelli sotto i 4 anni e per le persone con disabilità che non siano autosufficienti. I biglietti possono essere acquistati soltanto in loco, niente internet. Il Parco dei Mostri è comunque aperto tutti i giorni, con orari variabili a seconda della stagione: da Novembre a Febbraio 09:00-17:00, da Marzo a Settembre 09:00-19:00 e ad Ottobre 09:00-18:00. Per altre informazioni non vi resta che visitare il sito ufficiale.

Per visitare il Parco dei Mostri è necessaria la prenotazione?

In condizioni di normalità non è richiesta alcuna prenotazione e potrete acquistare i vostri biglietti una volta raggiunta la biglietteria del parco. Purtroppo però stiamo scrivendo questo articolo in era Covid ed in questo periodo niente è normale. Perciò, nel caso in cui tornino in vigore restrizioni dovute al virus (ma anche no!), potrebbero esserci dei cambiamenti, come la prenotazione obbligatoria con un giorno di anticipo per il fine settimana ed i giorni festivi. Vi invitiamo quindi a consultare la pagina ufficiale del Parco dei Mostri prima di visitarlo, così da essere sempre aggiornati e pronti a tutto.

Visita del Parco dei Mostri di Bomarzo con la mascherina per il Covid-19

Arriverà il giorno in cui tutto ciò sarà solo un brutto ricordo

Quanto tempo serve per visitare il Parco dei Mostri?

La durata di una visita, in qualunque luogo, è una cosa molto soggettiva. Ed il Sacro Bosco non fa eccezione. A nostro parere se volete vedere tutto con calma, scattare quante più foto possibili e riposarvi ogni tanto, riuscirete a fare il tutto in circa due ore. Considerate però che il “boschetto” si estende su una superficie di quasi 3 ettari, quindi al suo interno sono presenti anche ampie aree all’aperto dove soffermarsi per godere della pace del luogo o magari per un pic-nic in compagnia. In più vicino alla biglietteria troverete un bar/tavola calda, un negozio di souvenir con tanto di bookshop e un’area per i più piccoli. Di cose da fare per passare il tempo ce ne sono quante ne volete.

Vista l’abbondanza di cose da vedere a Bomarzo (qua sotto capirete cosa vogliamo dire) noi abbiamo visitato il parco di prima mattina per riuscire ad esplorare anche il resto. Con i pochi visitatori all’interno siamo riusciti a finire la visita in meno di 2 ore, cosicché ci siamo potuti dedicare per più di mezza giornata alle altre attrazioni presenti in zona. Secondo noi questa è stata una scelta super azzeccata, ma se voi aveste a disposizione più di un giorno a Bomarzo potreste tranquillamente dedicare un’intera mattinata al Parco dei Mostri.

Cosa vedere a Bomarzo (oltre al Parco dei Mostri)

Come vi spiegavamo limitare la proprio visita di Bomarzo al Parco dei Mostri sarebbe un grave errore. Anche se il piccolo comune viterbese conta meno di 1.800 abitanti ha tante altre gioie da regalare. Quindi perché non perdersi tra le strette strade del suo antico borgo medievale ed avventurarsi nel suo vero bosco pieno di storia e misteri?

Il borgo medievale di Bomarzo

Terminata la visita al Parco dei Mostri potrete dirigervi verso il centro storico di Bomarzo; conoscerete così un borgo medievale ben conservato, che saprà affascinarvi con i suoi edifici ben preservati e addobbati da fiori dai colori sgargianti che contrastano con il grigio delle costruzioni in pietra. Potrete parcheggiare nell’area di sosta gratuita in Via del Lavatoio e da qui incamminarvi verso il centro, iniziando la vostra visita proprio dall’antico lavatoio, recentemente restaurato. Avventuratevi poi nel reticolo di stradine che costituiscono il cuore del borgo medievale, dove troverete Palazzo Orsini (potete chiamare il numero 0761 924021 per verificare la possibilità di visitarlo), il Duomo e la piccola Chiesa di Sant’Anselmo, il patrono del posto.

Vista del centro storico di Bomarzo da Via del Lavatoio

Il color pietra del centro di Bomarzo con questo cielo non mette certamente d’allegria. Ma basterà entrare tra le sue vie per carpirne l’essenza.

Adesso lasciatevi semplicemente trasportare da Bomarzo e perdetevi nei suoi vicoli fino a raggiungere le mura esterne dove potrete godervi la vista a 360º sul paesaggio circostante. Se subite il fascino degli edifici un po’ decadenti, prima di riprendere la macchina, spingetevi fino alla Chiesa di Santa Maria della Valle (vicinissima al parcheggio in Via del Lavatoio), una chiesa dalla struttura così particolare che vi sembrerà di essere tornati all’interno del Parco dei Mostri. Purtroppo sembra che giaccia abbandonata e non è possibile ammirarne gli interni, ma vale sicuramente la breve camminata per raggiungerla. Bomarzo, l’avrete capito già da soli, ha tante storie da raccontare ed in questo viaggio ce ne mancano ancora tante, alcune delle quali legate niente meno che al popolo etrusco.

Vista di Bomarzo e del bosco dalle sue mura

Ok, questa foto l’avevamo già messa all’inizio. Però così capite perché merita affacciarsi dalle mura.

Strada per raggiungere la Chiesa abbandonata di Santa Maria della Valle di Bomarzo

Dal parcheggio prendete Via Santa Maria della Valle…

Facciata esterna delle Chiesa abbandonata di Santa Maria della Valle vicino il centro storico di Bomarzo

…per ritrovarvi davanti a questa piccola perla nascosta.

La Piramide Etrusca di Bomarzo

Se il Parco dei Mostri l’avrete sentito nominare almeno una volta nella vostra vita, cosa ci dite della “Piramide Etrusca” di Bomarzo? Non vi preoccupate se doveste fare scena muta, perché anche noi fino a quando non siamo arrivati a destinazione non ne sapevamo niente. Leggendo le varie notizie su Bomarzo siamo subito rimasti colpiti dalla storia di questa piramide (chiamata anche “Sasso del Predicatore”) e siamo sicuri che ne rimarrete stupiti anche voi.

La punta posteriore della Piramide Etrusca all'interno del bosco di Bomarzo

Questa è soltanto la punta della Piramide. Non potete capire cosa si nasconde sotto…

Oltre alla bellezza estetica anche la sua storia ha un fascino particolare e vogliamo raccontarvela. La Piramide Etrusca è stata infatti scoperta (o meglio ri-scoperta) e portata alla luce in tempi recenti da Salvatore Fosci, un abitante di Bomarzo. Grazie al padre che ne conosceva l’esistenza, Salvatore è riuscito sì a trovare l’antica costruzione sperduta nel bosco, ma i rovi e la fitta vegetazione l’avevano quasi totalmente ricoperta. Ed è qua che c’è il colpo di scena. Nel 2008 Salvatore inizia a recarsi alla Piramide armato di pala, ascia, zappa e tanto olio di gomito ed inizia a ripulire piano piano il posto. Solo percorrendo la strada che porta al Sasso del Predicatore e guardando le sue dimensioni capirete quanta fatica, quanto sudore e quanto lavoro c’è stato dietro. Perciò GRAZIE Salvatore, perché dobbiamo ringraziare te se oggi è possibile guardare negli occhi la storia.

Salvatore Fusci insieme alla Piramide Etrusca di Bomarzo

Se volete ringraziare Salvatore di persona (qua a fianco della Piramide) prenotate un’escursione guidata sul sito ufficiale e lui vi farà da guida. – Foto presa dall’articolo di “TusciaUp”

Avevamo così tanta voglia di vedere la Piramide di persona che abbiamo fatto la camminata nel bosco quasi di corsa. Dopo strade non perfettamente segnalate, rocce, salite e discese siamo arrivati al suo cospetto; quasi non credevamo ai nostri occhi. In un luogo dove ci si aspetterebbe di trovare solo alberi e fitta vegetazione una costruzione a punta alta circa 10 metri, con i suoi gradoni che salgono verso il cielo, lascia veramente stupefatti.

Vista dei paesaggi della Tuscia Viterbese durante il percorso alla Piramide Etrusca nel bosco di Bomarzo

Il percorso non sarà sempre all’interno del bosco. Ogni tanto si aprirà, regalandovi viste del genere.

Tomba del cavallo Musetto durante il percorso per la Piramide Etrusca di Bomarzo

Arrivati alla lapide del cavallo Musetto (conosciuta come “Tomba di Musetto”) vi basterà passarci accanto e continuare tutto dritto fino ad arrivare alla Piramide.

Vista frontale della splendida Piramide Etrusca dentro il bosco di Bomarzo

Ed eccola la Piramide Etrusca in tutta la sua bellezza! Gli Etruschi la usavano come altare e ara sacrificale. Si trattava di un luogo Sacro e molto speciale per loro.

Il bosco che la circonda è la miglior platea, sedetevi ed ammirate lo spettacolo, pensate alla sua storia nel corso dei secoli, ai sacrifici che lì hanno avuto luogo, allo scorrere lento ed inesorabile del tempo, dove tutto muta eppure qualcosa resta immutato. Questa scultura scolpita nel sasso di peperino che ha attraversato la storia, che è stata parte del paesaggio circostante e che ne è stata inglobata. Ancora una volta il popolo Etrusco ci dà lezioni di vita.

Ammirando il paesaggio del bosco di Bomarzo dalla cima della Piramide Etrusca

Nell’antichità la Piramide era completamente delimitata dalle pareti (oggi ne resta solo una). E sempre nell’antichità Leonardo sarebbe stato un perfetto sacrificio.

La Necropoli di Santa Cecilia

Vista la Piramide Etrusca potreste pensare di aver già visto tutto quello che il bosco di Bomarzo ha da offrire, ma non è così. Al suo interno ci sono ancora molte sorprese in serbo per voi, a cominciare dalla Necropoli di Santa Cecilia, situata a 20 minuti di camminata dalla Piramide. Scendendo verso valle si trovano tracce della presenza dell’uomo dall’epoca etrusca fino al Medioevo. 1500 anni di vicende storiche immerse nel verde. Scendendo fino alla Necropoli potrete ammirare i resti di abitazioni, tombe ed addirittura di una chiesa, circondata da numerosi sarcofagi, anche questi scavati nella roccia di peperino. Un luogo da non farsi lasciar sfuggire.

La radura nel bosco di Bomarzo con indicazioni per la Necropoli, la Piramide Etrusca o la Torre di Chia

Arrivati alla radura dell’immagine non vi resterà che scegliere il percorso. Sinistra = Necropoli / Destra = Torre di Chia / Indietro = Piramide Etrusca. Lì vicino troverete anche dei tavolini da pic-nic dove consumare il vostro pranzo al sacco.

Rovine di edifici medievali e tombe etrusche nella Necropoli di Santa Cecilia nel bosco di Bomarzo

Più che i resti alla Necropoli troverete rovine difficili da distinguere, ma conoscendo la storia del luogo essere lì vi farà venire la pelle d’oca

Dal tardo Medioevo questa zona è tornata ad essere un bosco, perlopiù disabitato, e ciò ha contribuito a far sì che le tracce del passaggio dell’uomo si mantenessero ben conservate fino ai giorni nostri. Il muschio verde, tipico del sottobosco, ha ricoperto gran parte dei ruderi, creando una simbiosi perfetta con l’ambiente circostante. Ogni roccia nasconde un richiamo ad un periodo storico ben preciso, ma anche senza conoscerne la storia sarà affascinante vagare fra una roccia e l’altra alla ricerca di indizi che vi riportino indietro nel tempo. Dovremmo essere onorati di poter camminare sopra a tutto ciò.

Rovine di edifici coperti dal muschio nella Necropoli di Santa Cecilia nel bosco di Bomarzo

Potrebbero sembrare normali rocce coperte di muschio ed invece sono “edifici” con millenni di storia alle spalle

Visitata questa zona riprendete la strada in salita e tornate alla radura con vista sulla biforcazione del sentiero. Venendo dalla Piramide vi resterà soltanto un’altra strada da seguire, ovvero quella indicata dal cartello (l’unico del percorso) “Panorama – Torre di Chia“. Quest’ultima vi porterà nella boscaglia della piccola frazione di Chia (nel comune di Soriano nel Cimino e non più di Bomarzo) e al cospetto delle sue bellezze nascoste nel bosco.

Le Cascate del Mulino e la Torre di Chia

Il percorso che avete appena intrapreso inizia con due terrazze panoramiche naturali, situate a circa 10 minuti di distanza l’una dall’altra, dalle quali potrete contemplare il paesaggio tipico della Tuscia con in lontananza il paesino arroccato di Chia da una parte e l’alta Torre di Chia dall’altra. Dopo esservi rimessi in cammino inizierete nuovamente a scendere nella fitta boscaglia costeggiando una parete rocciosa dove le radici degli alberi hanno creato murales naturali di rara bellezza. Da qui in poi vi basterà costeggiare il turchese torrente Castello per raggiungere, finalmente, Chia.

Vista di Chia e della Tuscia Viterbese dal belvedere lungo il percorso nel bosco di Bomarzo vicino alle cascate e alla Torre di Chia

Chia, la Tuscia Viterbese e Fiammetta

Il torrente Castello e un albero con decorazioni in uncinetto durante il percorso nel bosco di Bomarzo

Difficile da spiegare ma il Torrente Castello mette di buon umore. Forse è anche grazie ai suoi alberi addobbati all’uncinetto.

Vi  accorgerete di essere arrivati nel comune di Chia quando, poco dopo, inizierete ad intravedere i primi ruderi abbandonati di epoca molto più recente rispetto a quelli visti alla Necropoli. Qua si trovano i resti di un vecchio mulino, che un tempo svolgeva la propria funzione grazie alla presenza del vicino torrente. Basterà fare pochi altri passi (in particolari tunnel scavati nella roccia) ed un luogo incantevole si mostrerà ai vostri occhi. Sono le bellissime “Cascate del Fosso Castello“. L’acqua limpida, i suoni rilassanti ed il bosco tutto intorno rendono il luogo perfetto per concedersi una pausa e rinfrescarsi, magari con un tuffo in acqua.

Ingresso e interno dei ruderi del mulino abbandonato vicino alle cascate e alla Torre di Chia nel bosco di Bomarzo

Affacciandosi all’interno del vecchio mulino (con tanto di macina) vi si aprirà una porta sul passato

Entrata per la tomba ipogea Etrusca vicino ai ruderi del mulino nel bosco di Bomarzo

Vogliamo dirvi anche una chicca che in pochi vedono. Di fronte al mulino troverete questa insenatura. Provate ad entrarci dentro; davanti ai vostri occhi si aprirà una tomba ipogea Etrusca. Incredibile!

BOMARZO, visita al Parco dei Mostri e alla Piramide Etrusca

Vi ritroverete così davanti a questo spettacolo della natura: la “Cascata del Fosso Castello”

Riposati e rinfrescati vi resteranno solo poche centinaia di metri per raggiungere le mura del Castello di Chia (o di Colle Casale). Purtroppo il cancello d’ingresso è quasi sempre chiuso, ma dall’esterno sarà possibile ammirare l’imponente Torre, da guardare col naso all’insù da quante più angolazioni possibili. Una costruzione incredibile risalente al 1200 e che ha ospitato, tra i tanti, la famiglia Orsini e che è stata l’ultima dimora del mai dimenticato Pasolini. Innamorato da subito del luogo, il famoso regista girò qua “Il Vangelo secondo Matteo” (usando come fonte battesimale di Gesù il Torrente Castello che ormai dovreste conoscere) e soltanto qualche anno dopo (nel 1970) riuscì ad acquistare la Torre.

Esterno delle mura del Castello di Colle Casale con la Torre di Chia che svetta

Dinnanzi alla Torre di Chia sarà facile capire del perché Pasolini se ne innamorò

Ad oggi l’edificio è di proprietà degli eredi e, come già detto, non sempre è possibile accedervi. Fortunatamente però la Cooperativa “Il Camaleonte” ha trovato un accordo con i proprietari così da organizzare visite guidate una domenica ogni tanto. Se non vedete l’ora di visitarla consultate quindi il loro sito o contattateli direttamente al numero 349 8774548 (orari d’ufficio) per verificare la prossima apertura.

Come raggiungere e visitare il bosco di Bomarzo

Vi abbiamo spiegato tutti i “segreti” che il bosco nasconde tra i suoi alberi, ma una domanda vi sarà sorta spontanea: “Come facciamo però ad arrivarci?”. Dato che la segnaletica scarseggia all’interno del bosco, e non è molto facile trovare i percorsi, cerchiamo di darvi una mano. Qua sotto troverete i tre principali parcheggi, dove lasciare l’auto ed iniziare a camminare, ed una mappa dell’intero percorso con i vari bivi spiegati nel migliore modo possibile. Non ci assumiamo nessuna responsabilità nel caso di smarrimento di cose o persone sulla via.

N.B.: Ancora non l’avevamo detto, ma l’ingresso al bosco e tutto quello che incontrerete al suo interno (tranne la visita guidata al Castello) è COMPLETAMENTE GRATUITO!

I parcheggi dove lasciare l’auto

La sequenza con cui andrete a vedere tutte le attrazioni delle quali vi abbiamo parlato dipende dal punto da cui inizierete a camminare. Per entrare nel bosco esistono 3 parcheggi, ognuno dei quali conduce ad un’attrazione diversa e dalla quale poi proseguirete attraverso altri percorsi. Noi, non avendo tanto ben chiara la strada da fare, abbiamo deciso di iniziare dalla Piramide Etrusca per poi vedere il resto (Parcheggio #1), così da fare un vero e proprio viaggio nel tempo, dagli etruschi ai tempi moderni, passando per il medioevo. Ma se lo preferite potreste scegliere il Parcheggio #3 così da avere una escalation di emozioni culminanti con la vista dell’incredibile costruzione piramidale. Il Parcheggio #2 lo consigliamo invece a chi non trova parcheggio negli altri due o a chi si “accontenta” della Necropoli e della vicina Piramide, senza giungere fino a Chia.

  • Parcheggio #1Via Cupa, il più vicino alla Piramide Etrusca
    Questo è quello che abbiamo scelto anche noi. Ok, scelto è un parolone visto che siamo andati un po’ a caso. Per raggiungere il parcheggio di Via Cupa vi basterà infatti cercare su Google Maps la “Piramide Etrusca di Bomarzo” e premere sulle indicazioni con l’auto. Il gioco è fatto: la Piramide Etrusca si trova a nemmeno 20 minuti a piedi e la Torre di Chia (dalla parte opposta) a 1h e 30′ solo andata. Attenzione però perché l’ultimo pezzo di strada per il parcheggio non è asfaltato ed è alquanto dissestato. Perciò se avete auto a cui tenete più della vostra vita è meglio optare per quello qua sotto.
  • Parcheggio #2Il campo sportivo su Via dell’Elce
    Se avete provato ad arrivare in Via Cupa e la strada era troppo malandata o non avete trovato posto per l’auto, nessun problema. A pochi metri da lì, all’angolo tra Via dell’Elce e Via Cupa troverete le indicazioni per il campo sportivo . Seguite la strada fino in fondo e parcheggiate vicino al campo da calcio. Da qua arriverete in mezz’ora sia alla Necropoli di Santa Cecilia che alla Piramide Etrusca.
  • Parcheggio #3La Strada Provinciale a Ortana
    Il punto di sosta scelto dalla maggior parte dei visitatori. Perché comodo da raggiungere, con numerosi spazi per l’auto e a due passi dalla Torre di Chia e dalle splendide cascate. Se anche voi optate per questo basta sempre usare Google Maps e selezionare “Inizio sentiero verso le Cascate, Torre di Chia o Torre di Pasolini e Piramide Etrusca” (che dice già tutto). La partenza ideale per un bel bagno nel torrente (15 minuti a piedi) o per una più lunga camminata verso la meravigliosa Piramide Etrusca (1h e 30′ solo andata).

La mappa dei percorsi del bosco di Bomarzo

Capiamo che senza essere sul posto facciate fatica a capire la posizione di tutti i luoghi da noi sopracitati. La miglior cosa è quindi quella di guardare la mappa qui in basso, nella quale indichiamo i tre parcheggi, le varie attrazioni, la strada da seguire ed i vari bivi dove è facile sbagliarsi. Ricordatevi che i vari percorsi sono segnalati” da nastri colorati ai rami delle piante o vernice bianco-rossa sulla corteccia degli alberi. Vi ricordiamo che i sentieri, anche se lunghi, non sono impegnativi e quindi sono percorribili dalla maggior parte delle persone. Il resto adesso dovete mettercelo voi: senso dell’orientamento, scarpe comode e tanta voglia di esplorare!

Le scoperte, quelle belle

Cosa ci fa innamorare di un posto? Quando riesce a sorprenderci. E che dire di Bomarzo (e Soriano del Cimino) quindi? Beh, pensavamo di visitare un parco con sculture dei tempi recenti ed invece ci siamo ritrovati avvolti dalla bellezza e dal mistero di mezzo millennio di storia. Credevamo che la particolarità di Bomarzo fosse tutta racchiusa all’interno di questo Parco dei Mostri ed invece questo non è che l’inizio di un viaggio incredibile che si conclude negli angoli più nascosti di un bosco vero e proprio. Scalpitavamo dalla voglia di conoscere “l’Orco” ma siamo rimasti più folgorati dalla Piramide Etrusca, che fino a ieri non conoscevamo. Ed infine pensavamo di fare una passeggiata in un semplice bosco e ci siamo ritrovati immersi fino al collo nella storia e nelle attrazioni che tutto il mondo c’invidia (e fanno bene). Insomma, Bomarzo più che una sorpresa è stato uno stupore continuo e noi siamo più che felici di averla visitata. E chissà quante altre emozioni nascondono i suoi dintorni. Ma poi, diteci voi, esistono altri posti sulla Terra dove poter vedere costruzioni del V secolo a.C. lasciate “abbandonate” in un bosco? Crediamo di no. E questo è il bello ed il brutto del nostro magnifico Paese.

Scultura di Nettuno (Poseidone) con la fontana nel Parco dei Mostri (Sacro Bosco) di Bomarzo

Chi avrebbe mai pensato che Bomarzo nascondesse così tante sorprese? NETTUNO!

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