L’Eaglehawk Neck è la porta di ingresso di un piccolo cosmo che prende il nome di Tasman Peninsula, un lembo di terra nella Costa Est della Tasmania. Questo inconsueto mondo raccoglie allo stesso tempo meraviglie naturali ed i ricordi di un passato violento, segnato dalla presenza della colonia penale di Port Arthur, delle miniere di carbone e della dominazione dei coloni inglesi. Oggi l’Eaglehawk Neck è un luogo che apre le porte della bellezza, ma un tempo era il simbolo della perdita della libertà ed era sorvegliato giorno e notte grazie alla presenza di vedette e cani feroci che impedivano ai prigionieri di evadere. Con il passare degli anni le cose sono cambiate totalmente ed adesso, più che un posto dal quale evadere, la Tasman Peninsula si è trasformata in un luogo dal quale nessuno vorrebbe più andar via!
Come raggiungere la Tasman Peninsula
La Tasman Peninsula si trova a circa 80 km dalla città di Hobart. Un sottilissimo istmo, che prende il nome di Eaglehawk Neck, la separa dalla Forestier Peninsula, a sua volta attaccata alla Tasmania attraverso una fine striscia di terra denominata East Bay Neck. Come nel caso del “The Neck” nell’isola di Bruny Island, queste sottili strisce di terra meritano una visita e tutta la vostra attenzione. Più avanti avrete il modo di capire il perché…
Il modo migliore per raggiungere la Tasman Peninsula è con un mezzo proprio, che vi consenta di esplorarla in lungo e in largo a vostro piacimento, ma sarà possibile anche raggiungerla con autobus pubblici da Hobart (cambiando diverse volte autobus ed impiegando circa 3 ore) oppure partecipando ad un tour via terra o via mare partendo direttamente dalla capitale. Questi ultimi hanno un costo abbastanza elevato, per cui per noi, amanti del fai-da-te e del low-cost non sono quasi mai la scelta migliore. L’opzione vincente per noi è quella di comprare un auto in Australia oppure noleggiarla: esplorare la Tasman Peninsula con i propri tempi è il miglior modo per godersela!
Quanto costa l’ingresso alla Tasman Peninsula?
Per fare il vostro ingresso nella Tasman Peninsula ed esplorare la maggior parte delle sue bellezze naturali non dovrete pagare nessun biglietto d’ingresso. Ma nella parte Sud-Est della penisola, dove si trovano i meravigliosi Cape Hauy, Cape Pillar e Cape Raoul (ve li presentiamo tra poco), dovrete entrare nel “Tasman National Park”, ovvero in un Parco Nazionale della Tasmania. E, come per ogni Parco sull’isola australiana, dovrete pagare un biglietto d’ingresso. Potrete comprarne uno valido per sole 24 ore (40AU$ a persona) o potrete optare per i super convenienti “Tasmanian Park Pass” che valgono per qualsiasi National Park della Tasmania e che possono durare fino a 2 anni. Visitate il sito ufficiale o leggete il nostro articolo su “Come organizzare un viaggio in Tasmania” per sapere di più su quale fa di più al caso vostro.
Cosa vedere nella Tasman Peninsula (in breve)
La maggior parte dei visitatori raggiunge la Tasman Peninsula per visitare l’ex-colonia penale di Port Arthur, sito UNESCO dal 2010, ignorando che in realtà qui ci sarebbe molto, ma molto, altro da vedere. Vi diremo di più, noi a Port Arthur non ci siamo neanche stati, ma la Tasman Peninsula è riuscita ugualmente ad ammaliarci, specialmente grazie ai suoi meravigliosi paesaggi. Sia che siate appassionati di storia o che amiate dilettarvi in lunghe passeggiate lungo oceano siamo certi che questo angolo di Tasmania saprà stupirvi e regalarvi momenti indimenticabili. Ed il tutto quasi senza tirar fuori il portafoglio! Curiosi di saperne di più? Qua sotto trovate le migliori attrazioni della Tasman Peninsula suddivise in tre categorie principali.
Le attrazioni naturali della Tasman Peninsula
La lista delle attrazioni naturali della Tasman Peninsula è perlopiù infinita, così come lo sono i modi per visitarle. Si va da quelle facilmente raggiungibili in auto, o con brevi trekking, a quelle più nascoste che possono essere esplorate solo prendendo parte a cammini molto più intensi. Un esempio su tutti sono quelle che troverete lungo il “Three Capes Track” un trekking di circa 50 km, da percorrere in 3-4 giorni, con viste mozzafiato sui tre più celebri promontori dell’isola: Cape Hauy, Cape Pillar e Cape Raoul. Purtroppo questo trekking va prenotato con largo anticipo e, come il più celebre Overland Track, per percorrerlo si dovrà pagare, in questo caso sborsando ben 495AU$ a testa. Ma noi vi avevamo promesso di non spendere (quasi) un dollaro e così c’è anche un modo di visitare i promontori solo esibendo il vostro Park Pass. E poi potrete raggiungere liberamente, ed a costo zero, spiagge paradisiache, scogliere uniche nel loro genere, attrazioni naturali dove l’oceano sprigiona tutta la propria forza e grotte molto, molto, particolari. Queste sono solo alcune delle meraviglie naturali che non dovreste perdervi durante la vostra visita alla Tasman Peninsula, e dopo ve le andremo a spiegare nel dettaglio. Non vediamo l’ora!
Le attrazioni storiche della Tasman Peninsula
La Tasman Peninsula non vi lascerà a bocca asciutta neanche se siete appassionati di storia. Potrete esplorare diversi siti storici, alcuni a pagamento, ed altri ad ingresso completamente gratuito. Seguendo il percorso denominato “Convict Trail” sarà possibile visitare tutti i luoghi che hanno avuto un ruolo importante nello sviluppo della colonia penale. Il più celebre e rinomato è senz’ombra di dubbio quello di Port Arthur (ingresso 40AU$), oggi patrimonio UNESCO, che dal 1833 al 1877 ha ospitato i più violenti criminali provenienti dalla colonia britannica. Le condizioni di vita all’interno della prigione erano estreme e si cercava di isolare i prigionieri il più possibile. Se non volete pagare i 40AU$ per l’ingresso a Port Arthur (che a noi sono sembrati troppo, dato che il tutto non è stato mantenuto benissimo) un’alternativa interessante per capire cosa stesse succedendo in quegli anni potrebbero essere gli altri edifici che si svilupparono attorno alla colonia penale: i resti della miniera di carbone “Coal Mines Historic Site” o l’ “Eaglehawk Neck Historic Site”. Tutti e due completamente gratuiti e tutti e due meritevoli di una visita.
Le attrazioni divertenti della Tasman Peninsula
Benvenuti a “Doo Town”! Non si tratta di un parco giochi o di una qualche città storica ma di un gioco tra vicini che è leggermente sfuggito di mano. Doo Town è un piccolo villaggio dove molti abitanti della Tasmania vengono a trascorrere le proprie vacanze. Nel 1935 un architetto decise di rinominare il proprio cottage con il nome “Doo I 99”. Il suo vicino rispose a tema apponendo la targa “Doo me” al proprio. I vicini lo trovarono divertente e ognuno si impegnò e si impegna tutt’ora a trovare Doo-varianti per quella che è a tutti gli effetti diventata la “Doo Town”. Didgeri-Doo, Doo Fuck All, Doo I, Doo-ing it easy, Dr. Doolittle, This Will Doo e Yabba Dabba Doo sono solo alcuni dei divertenti nomi che siamo riusciti ad incontrare. Fatevi una risata anche voi cercando di scovare il più strambo tra le sue vie.
Dove dormire nella Tasman Peninsula
Iniziamo subito con il dirvi che un solo giorno alla Tasman Peninsula non è abbastanza, e forse nemmeno due, quindi noi vi consigliamo di trovare un alloggio dove passar la notte sulla bella penisola tasmana. Come sempre non ci saranno problemi, perché essendo una delle méte più ambite della Tasmania, troverete alloggi di qualsiasi tipo. Noi, come quasi sempre ultimamente, abbiamo scelto di pernottare in un campeggio, ma voi potreste decidere anche di dormire in un hotel, in un lodge, in un ostello o in una casa tutta per voi. Se, quindi, quello che cercate è un bell’edificio con comodità annesse cercate pure su Booking.com o su Airbnb. Se invece vi piace campeggiare o volete spendere qualcosina in meno non possiamo che consigliarvi i numerosi campeggi della Tasman Peninsula, dove per pochi dollari potrete ritrovarvi immersi nella splendida natura locale. Noi per la prima notte abbiamo scelto il “Cape Raoul Campground” (10AU$ a notte a persona), trovato su WikiCamps Australia ed amato alla follia, e per la seconda volevamo spostarci ad uno dei due campeggi del “Fortescue Bay Camping” (13AU$ a veicolo) che purtroppo però abbiamo trovato pieni. Ricordatevi quindi di prenotare sempre in anticipo per non incorrere, come noi, in bruschi cambi di programma.
Itinerario di due giorni nella Tasman Peninsula con mappa
Se avessimo trovato da dormire al “Fortescue Bay Camping” la seconda notte, saremmo sicuramente rimasti sulla penisola per tre giorni, ma purtroppo ci siamo dovuti accontentare di due giorni ed una notte, che sono stati comunque molto soddisfacenti. Con questo lasso di tempo a disposizione potreste comunque ammirare le principali attrazioni della Tasman Peninsula (che sono veramente tante), senza perdervi i punti salienti e facendovi un’idea di come doveva essere la vita qua ai tempi della colonia penale. Il giorno in più che non abbiamo avuto lo avremmo usato senz’altro per raggiungere a piedi il Cape Hauy o il Cape Pillar, due dei tre splendidi promontori già citati in precedenza. Ma ci teniamo a ripetervi che anche con solo due giorni la Tasman Peninsula è riuscita lo stesso a meravigliarci! Che siate quindi alla ricerca di divertimento, storia o natura, ecco nel dettaglio i luoghi più belli di questa imperdibile penisola.
La bassa marea alla Dunalley Beach
Ve lo abbiamo già detto, ma vogliamo ribadirlo. Il bello della Tasman Peninsula è che inizierete ad essere circondati da meraviglie naturali ancor prima di mettervi piede. Appena raggiunta la Forestier Peninsula (porta d’accesso alla Tasman Peninsula), infatti, troverete la spiaggia di Dunalley, un luogo che merita senz’altro una sosta. Il momento perfetto per apprezzarla al meglio sarà quello della bassa marea, quando l’oceano si ritira, lasciando alle sue spalle dolci striature di sabbia che si combinano con quelle azzurre dell’oceano. Queste si estendono per centinaia di metri prima di raggiungere il vero e proprio oceano, creando così un paesaggio surreale e magnifico da ammirare. Il sito “Tide King” vi aiuterà nel capire quando potrete trovare la bassa marea in quella spiaggia. Noi siamo stati ancora più fortunati ed abbiamo incontrato a Dunalley Beach degli artisti alle prese con le foto delle loro opere: bellissime statue in ferro raffiguranti i più celebri animali australiani. Come inizio, Tasman Peninsula, non c’è proprio male!
Tessellated Pavement, una spiaggia unica nel suo genere
Preparatevi a rimanere stupiti (nuovamente) perché una spiaggia così non l’avete (nuovamente) mai vista altrove. Siamo ancora nella Forestier Peninsula, subito prima di avventurarci lungo l’Eaglehawk Neck ed entrare così nella Tasman Peninsula. Aprite bene gli occhi e dalla strada principale seguite le indicazioni per il “Tessellated Pavement“. Parcheggiate l’auto lì vicino e preparatevi a scendere al livello dell’acqua: un’opera d’arte naturale fuori dall’ordinario è davanti ai vostri occhi. La spiaggia rocciosa è stata infatti modellata dagli agenti atmosferici in maniera maniacale, andando a creare una griglia su roccia che sembra essere stata scolpita con righello e squadra. Da qualsiasi angolo lo guardiate il Tessellated Pavement saprà sbalordirvi, facendovi chiedere più volte cosa la natura non sia in grado di fare.
Ma non fermatevi solo allo splendido Tessellated Pavement. Un consiglio che ci teniamo a darvi è quello di proseguire sulla spiaggia alla sua sinistra. Camminerete su roccia e poi su sabbia per poi ritrovarvi nuovamente davanti ad un’altra spettacolare attrazione naturale su pietra. Difficile da spiegare la sua bellezza a parole, molto più facile farvelo capire dalle immagini qua sotto.
Eaglehawk Neck Reserve Historic Site, l’ingresso alla vecchia colonia penale
Eccoci! Attraversando l’istmo Eaglehawk Neck siamo ufficialmente nella Tasman Peninsula. E dopo due emozionanti attrazioni naturali non c’è niente di meglio che esplorare alcuni siti storici con le testimonianze della storia della colonia penale. Il primo che incontrerete sulla strada sarà l’ “Officer’s Quarters”, che, udite, udite, detiene il record di “Uno dei più antichi edifici militari costruiti in legno dell’intera Australia“. Qua troverete anche un piccolo quanto storico museo (aperto tutti i giorni dalle 09:00 alle 15:30, ingresso gratuito) dove vengono raccontate storie e vite di alcuni personaggi che qua hanno vissuto.
Ma la storia più impressionante che troverete al suo interno è quella della “Dog-Line“, letteralmente “La linea dei cani”. Negli anni in cui i prigionieri vivevano all’interno della colonia penale, infatti, lungo la sottile striscia di terra dell’Eaglehawk Neck erano stati sistemati 18 cani addestrati ad uccidere per impedire il passaggio a chiunque cercasse di fuggire. Quello che oggi è l’ingresso di un piccolo, quanto meraviglioso, cosmo un tempo era la porta, chiusa ed insuperabile, che teneva lontani dal mondo esterno. Proseguendo verso l’istmo (vi consigliamo di farlo a piedi) potrete visitare con i vostri occhi la Eaglehawk Neck Reserve e la statua messa a ricordo delle sue guardie a quattro zampe.
Blowhole, Fossil Bay, Devil’s Kitchen e Tasman Arch
Non ci resta che darvi il benvenuto alla Tasman Peninsula, quello che un tempo fu luogo del terrore e che oggi si avvicina più ad un Paese delle meraviglie. Volete un altro esempio di potenza scultrice dell’oceano? Noi ve ne diamo ben quattro! Appena superato l’istmo uscite dalla strada principale ed imboccate Blowhole Road sulla sinistra. Fermatevi pure al “Neck Lookout” per ammirare dall’altro l’Eaglehawk Neck (non aspettavi una vista come su Bruny Island) per poi proseguire sempre dritto fino alla fine della strada. Qua vi aspettano, a poca distanza tra loro, la “Fossil Bay“, il “Blowhole“, il “Tasman Arch” e la “Devil’s Kitchen“. Quattro attrazioni, una più particolare dell’altra. Appena passata la simpatica “Doo City” (situata proprio su questa strada) vi suggeriamo di seguire le indicazioni per il “Blowhole”; incontrerete così un parcheggio dal quale (se vorrete) potrete raggiungere le altre tre destinazioni camminando (3,2 km a/r). Noi vi consigliamo di visitare per prima la vicina Fossil Bay per poi esplorare il Blowhole ed in seguito tutte le altre. Vi diciamo questo perché così potrete godervi i diversi stadi di erosione delle rocce in maniera crescente. Voi però fate come vi pare; l’importante è che visitiate tutti e quattro i luoghi.
Fossil Bay, Blowhole, Devil’s Kitchen e Tasman Arch rappresentano quattro diversi modi in cui l’oceano puo’ consumare la dura roccia che forma la frastagliata costa della penisola. Ognuno di essi, se ammirato nelle condizioni meteorologiche giuste, potrà mostrarvi l’oceano in tutta la sua potenza. Si va dalle “dolci” onde della Fossil Bay fino ad arrivare ad un gigantesco arco “costruito” negli anni dall’incessante impetuosità dell’acqua. Ricapitolando: quattro attrazioni naturali, una più bella dell’altra, tutte vicine tra loro. Capirete quindi il perché questo angolo di Tasmania è per noi un luogo assolutamente da visitare.
Coal Mines Historic Site, un frammento di storia australiana
A questo punto, in qualsiasi guida che si rispetti, vi verrebbe consigliata la visita al “Port Arthut Historic Site”, con le varie foto e storie del luogo. Noi non ci siamo stati, non solo per il costo esagerato del biglietto (40AU$) ma soprattutto perché molte delle persone rimangono deluse dalla visita, e quindi non troverete alcuna informazione al riguardo su questo articolo.
Ma se anche voi non avete voglia di visitare l’ex-colonia penale di Port Arthur (o volete vedere ancora di più) noi possiamo aiutarvi lo stesso ad avere un assaggio di rovine e di storia della vita carceraria della penisola. Ed il tutto, come piace a noi, senza pagare. Basterà seguire la Saltwater River Road e poi prendere la Coal Mines Road per ritrovarsi ad un parcheggio (32 km da Port Arthur); è da qua che puo’ iniziare l’esplorazione al “Coal Mines Historic Site”, la vecchia miniera di carbone dove gli operai erano i carcerati stessi.
Un percorso vi guiderà tra i diversi punti salienti del sito, alternando la visita tra foreste, ciò che resta degli edifici e della vecchia miniera, splendidi punti panoramici e storie di come se la passassero i lavoratori. Il tutto ci ha tenuto impegnati per circa due ore e, per essere un luogo del tutto gratuito, ne siamo rimasti molto soddisfatti. Forse anche perché eravamo gli unici due in tutto il perimetro. Imperdibili restano comunque il “The Settlement“, la passeggiata lungo oceano e la “Mine Air Vent“, ovvero uno scavo verticale in cui non è quasi possibile vedere il fondo. Se interessati vi lasciamo qua il link per scaricare l’intera mappa del “Coal Mines Historic Site”, con le varie descrizioni dei luoghi. E credeteci se vi diciamo che l’ex-miniera non ci ha fatto per niente rimpiangere Port Arthur.
Lo splendido trekking a Cape Raoul
Ricapitolando: la Tasman Peninsula, oltre ad avere attrazioni naturali fuori dal comune, deve la sua fama soprattutto ai tre celebri promontori che qua hanno trovato casa: Cape Raoul, Cape Hauy e Cape Pillar. Il modo migliore per esplorarli è sicuramente quello di percorrere i 50 km del “Three Capes Track”, ma non tutti hanno il tempo e, soprattutto, i soldi per farlo (495AU$). Se, come noi, rientrate fra questi ultimi non disperate, abbiamo la soluzione perfetta per poterli fare in modo quasi gratuito.
Il più semplice da visitare è Cape Raoul, raggiungibile tramite un trekking di 14 km, di difficoltà media, che parte dal parcheggio antistante al “Cape Raoul Campgound” dove noi abbiamo deciso di trascorrere la notte: così facendo iniziare la camminata di buon’ora risulterà molto più facile. Ma ci sono altre cose da sapere prima di partire. Innanzitutto dovrete avere con voi un “Tasman Park Pass”, e soprattutto calzature adatte, giacca anti-vento, crema solare ed una buona riserva d’acqua visto che il percorso è perlopiù esposto e solo per brevi tratti camminerete all’ombra del bosco. Preparatevi a dovere e godetevi questo splendido trekking (per noi sul podio dei migliori percorsi giornalieri di tutta la Tasmania) che vi regalerà viste mozzafiato sui dintorni, su Cape Raoul e sulle sue rocce scolpite geometricamente. Non perdetevelo!
La spiaggia di Shipstern Bluff ed il Tunnel Bay
Già che avete intrapreso il Cape Raoul Track vogliamo rendervi partecipi dell’esistenza di un altro percorso secondario che prende avvio da esso. Dal bivio, percorrendo circa 4 km, giungerete fino allo Shipstern Bluff ed alla Tunnel Bay. Da qui si hanno due possibilità, tornare indietro lungo la strada appena percorsa oppure passare attraverso una proprietà privata (i proprietari concedono il passaggio) che conduce nuovamente al parcheggio. L’ideale, per chi vuole intraprendere il percorso ad anello, sarebbe partire dalla proprietà privata, non il contrario, per evitare un estenuante ultimo tratto in salita.
Noi siamo erroneamente partiti dopo aver percorso il Cape Raoul Track, quando le nostre borracce erano ormai quasi vuote, così quando siamo arrivati alla fine del percorso, dove si trovano le due deviazioni per lo Shipstern Bluff e per la Tunnel Bay non ce l’abbiamo fatta a percorrerle interamente. Nella prima, se sarete fortunati, potrete ammirare alcuni dei più bravi surfisti al mondo sfidare onde che superano i 9 metri in un contorno quasi paradisiaco (la scalinata per arrivarci è però bella dura), mentre nella seconda vi ritroverete davanti ad una grotta scavata nella roccia che, oltre alla bellezza, ha anche qualche storia da raccontare. Purtroppo, come già detto, non sapendo dell’esistenza di questo percorso (e di quanto fosse lungo), eravamo partiti un po’ impreparati e con il solleone sopra le nostre teste, e senza più acqua, non abbiamo potuto dedicarci all’esplorazione della zona come avremmo voluto. Sì, in poche parole stavamo morendo di sete.
Ed è solo alla fine del percorso, all’interno della proprietà privata, che abbiamo finalmente trovato un rubinetto dell’acqua (gentilissimamente offerto dai proprietari) ed un pannello descrittivo dove abbiamo scoperto la lugubre storia di Tunnel Bay. All’interno della grotta di roccia, infatti, furono trovati resti umani, probabilmente appartenenti ad un prigioniero in fuga dalla colonia penale.
Raggiungere Cape Hauy e Cape Pillar, gli altri due promontori della penisola
Se vi è piaciuto Cape Raoul non vorrete di certo perdervi Cape Hauy e Cape Pillar (per molti il migliore dei tre). Per visitarli entrambi potete dilettarvi nel trekking che parte dal Fortescue Bay Camping Ground ma se con Cape Hauy è possibile fare il tutto in giornata (9,2 km a/r), per Cape Pillar questo puo’ risultare difficile dato che si parla di circa 29 km di cammino. In entrambi i casi, comunque (proprio come per Cape Raoul), vi servirà un “Park Pass” valido. Inoltre dormire la notte prima nel campeggio lì vicino vi farà risparmiare tempo prezioso. Prenotarlo però è quasi indispensabile, visto che i posti sono pochi e le persone che ci vanno molte. Se non avete, come noi, una prenotazione, lungo la strada per raggiungere il campeggio, che non è delle migliori, troverete un cartello con su scritto se c’è ancora qualche piazzola libera oppure no. Per noi è stato un “NO” e così abbiamo dovuto rinunciare a dormire qua e, quindi, a percorrere il percorso fino ad almeno uno dei due promontori. Non fate come noi, prenotate in anticipo e godeteveli!
Un bagno nella Safety Cove Beach
In una penisola circondata per il 99,9% dall’oceano potevamo forse non consigliarvi una spiaggia? Ed attenzione, perché la “Safety Cove Beach” per noi non si è trattata di una spiaggia qualsiasi, ma della prima nella quale siamo riusciti a fare il bagno in Tasmania (altrove è sempre stato troppo freddo). Fossimo australiani gli avremmo di certo dato un primato, del tipo “L’unica spiaggia della Tasmania dove è possibile fare il bagno quando non è estate”. Ma con o senza primati la Safety Cove Beach è un luogo sicuramente da visitare e da godere per alcuni minuti di totale relax. Come potete capire dal nome (Safety = Sicura) si tratta di una spiaggia situata in un piccolo golfo e protetta dall’oceano da due lembi di terra. L’acqua qua sarà quindi sempre più calma e calda di molti altri posti della Tasmania, ed anche la vista dalla spiaggia è un piacere per gli occhi.
Dentro l’incredibile Remarkable Cave
Se possiamo dirlo questo è stato per noi il luogo più suggestivo dell’intera Tasman Peninsula. Proprio per questo l’abbiamo lasciata per ultima: volevamo terminare la nostra lista di cosa vedere nella Tasman Peninsula con qualcosa di veramente notevole. Come dice il nome stesso, la “Remarkable Cave” è un’attrazione che merita una visita. Scesa la scalinata e arrivati al punto panoramico sulla grotta capirete subito il perché. La sua particolarità non sta solo nella sua bellezza ma anche nella storia della sua formazione, nata dall’incontro e dalla separazione di rocce di diverso tipo. Ma non fermatevi lì e, con un minimo di agilità, scavalcate e poggiate i vostri piedi sulla sabbia soffice (tranquilli, è permesso anche se non scritto) e preparatevi ad entrare dentro a questa meravigliosa Remarkable Cave. Lo spettacolo delle onde che entrano nella grotta per poi ritirarsi pian piano, lasciando diverse sfumature sulla sabbia, è la degna conclusione del nostro viaggio in questo piccolo cosmo chiamato Tasman Peninsula.
Maria Island ci aspetta
La Tasman Peninsula è stata una sorpresa veramente inaspettata. Qui abbiamo trovato natura, storia, animali liberi e trekking spettacolari. Attrazioni naturali fuori dall’ordinario, che vi consigliamo di prendere in considerazione in un vostro viaggio in Australia. Ci ha sorpreso perché non credevamo che la Tasmania potesse farci emozionare così tanto, ancora una volta, dopo tutto quello che ci aveva già svelato di sé. Ma ancora non sapevamo che la nostra prossima tappa, Maria Island, sarebbe stata ancora più bella. Maledetta Tasmania, ci hai saputo stupire, in grande stile, per ben due volte di fila…
Complimenti ragazzi, continuate così. Sapete che vi invidio MOLTISSIMO, sempre desiderato vedere il mondo con consimile ma capitato poche volte e allora ho girato da sola, anche per studio.
Purtroppo ora ne ho meno voglia.
Grazie di esistere comunque!
Daniela, una frase così bella non ce la saremmo mai aspettata da nessuno! Grazie davvero di cuore, sono parole stupende.
Comunque non devi invidiarci per niente, ognuno ha le sue passioni e la nostra è quella di conoscere più mondo possibile. Ma la cosa positiva è che ci sono tanti modi di viaggiare Daniela, non sempre per forza uscendo di casa.
Ti mandiamo un abbraccio enorme e grazie ancora per il messaggio ❤️,
Leonardo e Fiammetta